Aleatorietà

Scrivo indugiando sulle parole come davanti a vetrine che non vedo, e sono mezzi-sensi, quasi-espressioni ciò che mi resta: come colori di stoffe che non ho decifrato, armonie esibite composte da chissà quali oggetti. Scrivo cullandomi come una madre pazza culla un figlio morto.

Un bel giorno che ignoro mi sono trovato a questo mondo e fino a quel giorno ero vissuto senza accorgermene, evidentemente da quando nacqui. Quando ho chiesto dov’ero tutti mi hanno ingannato e tutti si contraddicevano. Quando ho chiesto di indicarmi quello che dovevo fare, tutti mi hanno parlato falsamente e ognuno mi ha detto una cosa diversa. Quando mi sono fermato per strada perché non sapevo dove andare, tutti si sono stupiti che io non proseguissi verso un dove che nessuno sapeva cosa fosse, o che io non ritornassi indietro: io, che sveglio all’incrocio, non sapevo da dov’ero venuto.

(da Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares)

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