Felicità

Felice colui che non esige dalla vita più di quello che essa spontaneamente gli dà, facendosi guidare dall’istinto dei gatti che cercano il sole quando c’è il sole e, quando non c’è il sole, il caldo, ovunque esso sia. Felice colui che abdica alla sua personalità attraverso l’immaginazione e si diletta a contemplare la vita altrui, vivendo non tutte le impressioni ma lo spettacolo esterno di tutte le impressioni. Felice infine colui che abdica a tutto, e al quale, visto che ha abdicato a tutto, nulla può essere tolto o ridotto.

Il contadino, il lettore di novelle, il puro asceta: ecco gli uomini felici, perché abdicano alla loro personalità. Uno perché vive dell’istinto, che è impersonale, l’altro perché vive dell’immaginazione che è oblio, il terzo perché non vive e, non essendo morto, dorme.

(da Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares)

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