Debito pubblico: la realtà che non si vede

di Maurizio Fiumara
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Thomas Couture, Il sentiero impervio, 1873, olio su canvas.

Parlare di numeri legati all’economia aggregata significa, sostanzialmente  e generalmente, parlare del nulla. Anche quando la notizia è, come in queste ore, di un incremento del debito pubblico sia rispetto al mese precedente, sia rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, sia rispetto alla chiusura dell’anno passato.

Il lettore sbrigativo legge semplicemente un numero più alto, che suggerisce una situazione non rosea. Ma per lui non è una grossa novità. Pazienza. Ci sarà una soluzione anche questa volta. Il lettore sbrigativo non ha tempo per riflettere. Lo specialista, invece, sì. E si allarma.

Un aumento del debito pubblico di quindici miliardi di euro in un mese dai 1.812 di aprile ai 1.827 di maggio non significa solo un peggioramento oggettivo della contabilità nazionale, ma anche un’estensione alla coerenza tra gli indicatori aggregati e quelli individuali.

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