Crisi di governo. La rivoluzione che non faremo

Perché ‘il problema’ è noto, smodatamente diffuso, maledettamente scomodo. Arriva da lontano, si ha paura di evocarlo e porta il nome ‘esotico’ di mentalità borghese.

di Maurizio Fiumara
_______________________________________________

Jean Siméon Chardin, Bambina che gioca col volano, 1737, olio su tela, cm 81 x 65.

Il maestro Monicelli, da poco scomparso, riflette ad alta voce nell’intervista a Raiperunanotte augurandosi, per il nostro Paese, quella rivoluzione che, a differenza di altri Stati, non ha mai compiuto, forse per pigrizia, forse per ignoranza, forse per ‘non si sa’.

Di certo, gli italiani sonnecchiano un po’, tirano a campa’, guardano la tivù, ripetono obnubilati gesti e frasi modaiole. Non reagiscono ad un sistema che (a sentir dire) sta stretto a molti.

Anche i neolaureati, si fanno bastare mansioni (avercene!) inadeguate alla loro formazione, pur di non doversi incasinare la vita con lotte (di classe) per le quali potrebbero anche sbucciarsi un ginocchio. Non li si può biasimare. Ma fino a che punto?

Continua a leggere

Annunci